giovedì 9 gennaio 2014

Una metafora del web

L'immagine che per me rappresenta il web è composta da due personaggi:
la marionetta e il suo marionettista


Riporto qui di seguito una citazione che spiega cosa sono le marionette: 
"Prestigiose, piccole creature, dotate fin dalla nascita dei favori delle fate, le marionette hanno ricevuto dalla scultura, la forma; dalla pittura, il colore; dalla macchina, il movimento; dalla poesia, la parola; dalla musica e dalla coreografia, la grazia e la musica dei passi e dei gesti; infine, dall'improvvisazione, il più prezioso dei privilegi, la libertà di dire ciò che si vuole" (Magnin)

Ecco allora perché associo il web ad una marionetta, poiché come quest'ultima è formata da tanti pezzi che messi insieme le danno "vita" ed inoltre nasce dalla fusione di diverse discipline(scultura, pittura, poesia, musica ecc...), così il web per me è formato da tanti tasselli, informazioni che si trovano in un unico grande sistema qual è internet, e che contribuiscono a mantenerlo in vita.

Inoltre come la marionetta fa la sua comparsa sul palcoscenico,  così noi ci affacciamo nel mondo attraverso internet.  Però la marionetta è solo una figura sul palcoscenico e ciò che esprime non è altro che la personalità del marionettista che non è visibile agli occhi degli spettatori. Ecco allora che noi possiamo identificarci anche con il marionettista poiché navighiamo nel web senza "metterci la faccia". Da un lato questo può rappresentare qualcosa di positivo, ovvero la libertà di espressione delle proprie opinioni, ma dall'altro potremmo ritrovarci ad essere anche vittime di un mondo(internet) nel quale sono presenti molti marionettisti.

Francesca.







martedì 19 novembre 2013

La scala Forrester

Ciao a tutti:)
Avete mai pensato all'uso che fate di internet?
Ci sono molti modi di concepire la rete e dall’ uso che ne facciamo nasce anche il modo con cui la interpretiamo. Vi segnalo una interessante scala (scala Forrester) che distingue sei possibili usi: 
1. Creatori quelli che pubblicano on line creando blog, pagine web… 
2. Partecipanti critici che commentano e discutono on line 
3. Partecipanti collezionisti che raccolgono contenuti di vario genere 
4. Partecipanti che usano social network (ad esempio facebook) 
5. Lettori simpatizzanti che leggono, sentono contenuti o contenuti on line 
6. Inattivi.



A me non era mai capitato di riflettere sull’ uso che faccio di internet, e quando ho sentito parlare della scala Forrester mi è subito sembrata un valido motivo per farlo. Mi ritengo una partecipante collezionista e una lettrice simpatizzante in quanto raccolgo diverso materiale da internet ed inoltre mi piace leggere ed ascoltare esperienze e testimonianze su varie tematiche che mi appassionano. Sono sicuramente tra coloro che utilizzano i social network, infatti sono iscritta al famosissimo facebook. Penso di rientrare solo parzialmente nella categoria dei partecipanti critici in quanto fino ad ora ho commentato solo nei blog di alcuni corsi universitari. Infatti pur essendo iscritta in altri forum on-line, non partecipo alle loro discussioni. Solo da poco rientro anche nella categoria dei creatori in quanto ho aperto questo blog che spero possa crescere e migliorare di giorno in giorno. Mi piacerebbe però diventare una buona partecipante "critica", lasciando maggiori commenti nel web.

E voi lo considerate valido? In quale livello vi riconoscete? E a quale livello vorreste arrivare?

Un'ultima considerazione: secondo voi questa scala può essere presentata anche ai bambini?
Io penso di si, in fondo abbiamo a che fare con bambini che utilizzano il computer molto più precocemente rispetto ad anni passati. A volte i bambini(delle elementari) utilizzano internet per fare delle ricerche, e non più le pesanti enciclopedie, quindi possono tranquillamente rientrare tra i partecipanti collezionisti. Inoltre online stanno nascendo sempre più i blog delle classi, i forum/siti creati dalle maestre per i loro alunni, i quali appunto si ritrovano a commentare in una pagine web. In conclusione penso che questa scala sia un ottimo strumento sia per far riflettere i bambini sull'uso che fanno di internet, ma anche per farli avvicinare ad un corretto uso della rete, metterli al corrente delle grandi risorse che può offrirgli, e perché no, anche presentargli i rischi che ci sono in un uso sbagliato della rete(pensiamo a tutti i bambini che sono iscritti su facebook e alle conseguenze a cui vanno in contro!).

Lasciatemi un commento con i vostri pensieri, leggerò volentieri!!!
Un saluto a tutti
Francesca

domenica 17 novembre 2013

Pronti, partenza, viaaaaaa!!!

Benvenuti sul mio blog!!!
Sono una studentessa universitaria iscritta al secondo anno di scienze della formazione primaria.
Perché questo blog? E perché "i gessetti colorati"?
Rispondo subito alla seconda domanda inserendo il link di un sito che leggo spesso, soffermandomi soprattutto nella sezione "storie per l'anima". Si tratta di storie che hanno sempre un messaggio finale che induce a riflettere. Questo è il link: http://www.baby-flash.com/
Il titolo del mio blog nasce proprio da una di queste storie che vi riporto qui di seguito:





I gessetti colorati


Nessuno sapeva quando quell’ uomo fosse arrivato in città.
Sembrava sempre stato là, sul marciapiede della via più affollata, quella dei negozi, dei ristoranti, dei cinema eleganti, del passeggio serale, degli incontri degli innamorati.
Ginocchioni per terra, con dei gessetti colorati, dipingeva angeli e paesaggi meravigliosi, pieni di sole, bambini felici, fiori che sbocciavano e sogni di libertà.
Da tanto tempo, la gente della città si era abituata all’ uomo.
Qualcuno gettava una moneta sul disegno. Qualche volta si fermavano e gli parlavano. Gli parlavano delle loro preoccupazioni, delle loro speranze; gli parlavano dei loro bambini: del più piccolo che voleva ancora dormire nel lettone e del più grande che non sapeva che Facoltà scegliere, perché il futuro è difficile da decifrare…
L’uomo ascoltava. Ascoltava molto e parlava poco.
Un giorno, l’uomo cominciò a raccogliere le sue cose per andarsene.
Si riunirono tutti intorno a lui e lo guardavano. Lo guardavano ed aspettavano.
“Lasciaci qualcosa. Per ricordare”.
L’uomo mostrava le sue mani vuote: che cosa poteva donare?
Ma la gente lo circondava e aspettava.
Allora l’uomo estrasse dallo zainetto i suoi gessetti di tutti i colori, quelli che gli erano serviti per dipingere angeli, fiori e sogni, e li distribuì alla gente.
Un pezzo di gessetto colorato ciascuno, poi senza dire una parola se ne andò.
Che cosa fece la gente dei gessetti colorati? Qualcuno lo inquadrò, qualcuno lo portò al museo civico di arte moderna, qualcuno lo mise in un cassetto, la maggioranza se ne dimenticò.
Quell’ uomo ti ha lasciato la possibilità di colorare il mondo….non aspettare…
Bruno Ferrero, A volte basta un raggio di sole 
Di questa storia mi ha colpito la figura di quest'uomo: il suo ascoltare in silenzio le persone e al tempo stesso preoccuparsi anche di cosa(di quel poco che aveva) donargli per accontentare le loro richieste. Non parlava molto,agiva! E questo suo modo di fare ha lasciato un segno nei cittadini, che infatti gli hanno chiesto di regalargli qualcosa per ricordarlo, e lui gli fornisce i materiali per fare ciò che indirettamente gli ha "insegnato": colorare il mondo.
In quest'uomo ho riconosciuto delle caratteristiche che secondo me un insegnante deve avere: deve saper ascoltare, deve saper donare tutto quello che ha, deve fornire gli strumenti e sviluppare nel bambino le competenze, perché arriva un punto in cui deve farsi da parte e lasciare al bambino costruire e colorare il suo mondo!!!

Ecco allora il perché di questo blog; sono solo all'inizio di un lungo percorso, e desidero sin da ora raccogliere e riflettere sulle pratiche didattiche, sulla scuola e su tante altre tematiche riguardanti i bambini.
Mi piacerebbe però che questo blog sia anche un luogo di scambio dei nostri pensieri per crescere insieme.
Un saluto a tutti
Francesca.