Sono una studentessa universitaria iscritta al secondo anno di scienze della formazione primaria.
Perché questo blog? E perché "i gessetti colorati"?
Rispondo subito alla seconda domanda inserendo il link di un sito che leggo spesso, soffermandomi soprattutto nella sezione "storie per l'anima". Si tratta di storie che hanno sempre un messaggio finale che induce a riflettere. Questo è il link: http://www.baby-flash.com/
Il titolo del mio blog nasce proprio da una di queste storie che vi riporto qui di seguito:
Di questa storia mi ha colpito la figura di quest'uomo: il suo ascoltare in silenzio le persone e al tempo stesso preoccuparsi anche di cosa(di quel poco che aveva) donargli per accontentare le loro richieste. Non parlava molto,agiva! E questo suo modo di fare ha lasciato un segno nei cittadini, che infatti gli hanno chiesto di regalargli qualcosa per ricordarlo, e lui gli fornisce i materiali per fare ciò che indirettamente gli ha "insegnato": colorare il mondo.
I gessetti colorati
Nessuno sapeva quando quell’ uomo fosse arrivato in città.
Sembrava sempre stato là, sul marciapiede della via più affollata, quella dei negozi, dei ristoranti, dei cinema eleganti, del passeggio serale, degli incontri degli innamorati.
Ginocchioni per terra, con dei gessetti colorati, dipingeva angeli e paesaggi meravigliosi, pieni di sole, bambini felici, fiori che sbocciavano e sogni di libertà.
Da tanto tempo, la gente della città si era abituata all’ uomo.
Qualcuno gettava una moneta sul disegno. Qualche volta si fermavano e gli parlavano. Gli parlavano delle loro preoccupazioni, delle loro speranze; gli parlavano dei loro bambini: del più piccolo che voleva ancora dormire nel lettone e del più grande che non sapeva che Facoltà scegliere, perché il futuro è difficile da decifrare…
L’uomo ascoltava. Ascoltava molto e parlava poco.
Un giorno, l’uomo cominciò a raccogliere le sue cose per andarsene.
Si riunirono tutti intorno a lui e lo guardavano. Lo guardavano ed aspettavano.
“Lasciaci qualcosa. Per ricordare”.
L’uomo mostrava le sue mani vuote: che cosa poteva donare?
Ma la gente lo circondava e aspettava.
Allora l’uomo estrasse dallo zainetto i suoi gessetti di tutti i colori, quelli che gli erano serviti per dipingere angeli, fiori e sogni, e li distribuì alla gente.
Un pezzo di gessetto colorato ciascuno, poi senza dire una parola se ne andò.
Che cosa fece la gente dei gessetti colorati? Qualcuno lo inquadrò, qualcuno lo portò al museo civico di arte moderna, qualcuno lo mise in un cassetto, la maggioranza se ne dimenticò.
Quell’ uomo ti ha lasciato la possibilità di colorare il mondo….non aspettare…Bruno Ferrero, A volte basta un raggio di sole
In quest'uomo ho riconosciuto delle caratteristiche che secondo me un insegnante deve avere: deve saper ascoltare, deve saper donare tutto quello che ha, deve fornire gli strumenti e sviluppare nel bambino le competenze, perché arriva un punto in cui deve farsi da parte e lasciare al bambino costruire e colorare il suo mondo!!!
Ecco allora il perché di questo blog; sono solo all'inizio di un lungo percorso, e desidero sin da ora raccogliere e riflettere sulle pratiche didattiche, sulla scuola e su tante altre tematiche riguardanti i bambini.
Mi piacerebbe però che questo blog sia anche un luogo di scambio dei nostri pensieri per crescere insieme.
Un saluto a tutti
Francesca.
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